A Nolte
Nolte rimembri ancora
quel tempo della tua vita amorale
quando a cazzè piallavi
negli occhi tuoi ridenti e cisposi
e tu, palla penosa al limitare
di punteggio salivi
Sparavan le quiete
navi, gli incrociatori
accompagnavi col tuo gracchiar cantante
e l'opra tua femminil sembiante
sedevi assisa col Divago ansante
Era il maggio odoroso e tu solevi
così menare il Pole
Tu studi gli attacchi
talor sudato vivi col tuo tanfo
ove il tempo mio primo
e di te splendea la parte miglior
d'in sui veron il culatello stanco
porgea gli orecchi al suon della tua tromba,
ed alla man veloce
che percorrea il breve tratto
dal glande allo scroto tuo
finendo in gloria
appena cominciato
Silvia, rimembri ancora
Quel tempo della tua vita mortale,
Quando *a* splendea
Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
E tu, lieta e pensosa,il limitare
Di gioventù salivi?
Sonavan le quiete Questa è la finestra
Stanze, e le vie dintorno,
Al tuo perpetuo canto,
Allor che all'opre femminili intenta
Sedevi, assai contenta
Di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi
Così menare il giorno.
Io gli studi leggiadri
Talor lasciando e le sudate carte,
Ove il tempo mio primo
E di me si spendea la miglior parte,
D'in su i veroni del paterno ostello
Porgea gli orecchi al suon della tua voce,
Ed alla man veloce
Che percorrea la faticosa tela.
Mirava il ciel sereno,
Le vie dorate e gli orti,
E quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice
Quel ch'io sentiva in seno.
Nolte rimembri ancora
quel tempo della tua vita amorale
quando a cazzè piallavi
negli occhi tuoi ridenti e cisposi
e tu, palla penosa al limitare
di punteggio salivi
Sparavan le quiete
navi, gli incrociatori
accompagnavi col tuo gracchiar cantante
e l'opra tua femminil sembiante
sedevi assisa col Divago ansante
Era il maggio odoroso e tu solevi
così menare il Pole
Tu studi gli attacchi
talor sudato vivi col tuo tanfo
ove il tempo mio primo
e di te splendea la parte miglior
d'in sui veron il culatello stanco
porgea gli orecchi al suon della tua tromba,
ed alla man veloce
che percorrea il breve tratto
dal glande allo scroto tuo
finendo in gloria
appena cominciato
Silvia, rimembri ancora
Quel tempo della tua vita mortale,
Quando *a* splendea
Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
E tu, lieta e pensosa,il limitare
Di gioventù salivi?
Sonavan le quiete Questa è la finestra
Stanze, e le vie dintorno,
Al tuo perpetuo canto,
Allor che all'opre femminili intenta
Sedevi, assai contenta
Di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi
Così menare il giorno.
Io gli studi leggiadri
Talor lasciando e le sudate carte,
Ove il tempo mio primo
E di me si spendea la miglior parte,
D'in su i veroni del paterno ostello
Porgea gli orecchi al suon della tua voce,
Ed alla man veloce
Che percorrea la faticosa tela.
Mirava il ciel sereno,
Le vie dorate e gli orti,
E quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice
Quel ch'io sentiva in seno.
























































