
Re: PROBLEMA MATEMATICO?????
Siamo partiti da un problema mal posto
Sì, infatti ho già detto che imho il quiz non ha risposta, se non viene posto in maniera corretta. Detto questo, mi sono posto il problema di rispondere ad una delle possibili interpretazioni di questo quiz, cioè intendendp la distanza dell'oggetto come distanza "ottica".
Citazione:
ho posto la questione sulla non oggettiva unicità del problema voi avete riproposto il problema dell' Ottica, io ho contestato che l'ottica a mio parere è ricorsiva in quanto parte dallo studio del fuoco come asse centrale e lo studia con strumenti creati ad immagine e somiglianza dell' occhio umano.
L'occhio umano non c'entra. Tant'è che certe leggi dell'ottica valgono anche per le onde elettromagnetiche al di fuori del campo visivo. Le lenti antiriflesso degli occhiali (o dei monitor) si basano sullo stesso principio (adattamento) per cui il filo dell'antenna deve essere un cavo a 75ohm, altrimenti la ricezione è disturbata (in realtà le onde elettromagnetiche si riflettono interferendo tra di loro).
Citazione:
Ribadisco che la messa a fuoco è una questione fisiologica funzionale all' occhio, la fisica della rifrazione non si dovrebbe fare deviare dalle particolarità che stanno all' irraggiamento come i buchi neri (se esistessero ) starebbero alla materia.
eh?
Citazione:
Nessuno ha mai chiamato in causa la magia, che non so cosa possa essere. Quanto alla profondità di campo, è alla stregua della magia una astrazione percettiva adattiva. Non è una univocità fisica. Esistono delle formule per calcolarla e delle approssimazioni che la spiegano,quindi è tecnica applicabile alla tecnologia.
No no! La profondità di campo è un principio fisico bene definito.
La messa a fuoco serve a far collimare raggi di luce arbitrari in un punto ben preciso. Il punto può essere la retina, la pellicola, un sensore, etc etc.
In realtà, se disponessimo di un'apertura (pupilla, diaframma) tale da escludere tutti i raggi di luce periferici, non occorrerebbe la messa a fuoco. Un unico raggio di luce è sempre collimato con se stesso, ovviamente.
Nella realtà la pupilla ha una dimensione molto maggiore della lunghezza d'onda della luce, e i diaframmi delle macchine fotografiche ancora di più. Più è grande il diaframma, maggiore è la quantità di raggi periferici che passa, più precisa dovrà essere la messa a fuoco.
Di qui il concetto di profondità di campo: in presenza di molta luce, useremo un'apertura di diaframma piccola (pochi raggi periferici) e avremo bisogno di una messa a fuoco meno precisa (cioè un'unica messa a fuoco va bene per oggetti distanti 2 metri e oggetti distanti 20. In condizioni di luce scarsa, la profondità di campo è minima (massima apertura del diaframma/pupilla, grande numero di raggi periferici che "interferiscono").
@sempreio: non venirlo a dire a me che la fisica è una modellizzazione della realtà

io ODIO i fisici e le loro semplificazioni... loro idealizzano e il problema è risolto... mentre l'ingegnere prende a testate 5 lavagne di condizioni al contorno... Vabbè, lasciamo stare. In ogni caso la fisica NON è antropocentrica. Relatività e teoria quantistica, tanto per sparare grosso, non sono affatto disquisizioni che partono dalla realtà soggettiva dell'uomo, anzi!
Nick in uni 41: GreenWolf
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La ragione e il torto non si dividono mai con un taglio così netto, che ogni parte abbia soltanto dell’una o dell’altro.
Alessandro Manzoni